La storia
Una storia millenaria tra avventura e leggendaScopri la storia di Cosenza e del suo popolo. Clicca qui per continuare a leggere!
Una storia millenaria tra avventura e leggenda.
Le origini

Fierezza e forza dei Bruzi
Fierezza e forza dei Bruzi
Strabone nel testo 3 del suo “Geografia” ci suggerisce che Cosenza sia stata capitale dei Brettii, o Bruzi, un popolo ritenuto rude e fiero di pastori e montanari che abitavano sull'altipiano della Sila; ad essi si aggiunsero altri popoli e la città che ne nacque fu il frutto di un accordo, di un “consenso”: da qui il nome Cosenza. Popolo guerriero e predatore, i Bruzi costituivano una minaccia per le vicine città della Magna Grecia, da cui i più valorosi condottieri vennero più volte inviati per cercare – invano - di subordinare gli animosi abitanti di Cosenza.L'epoca Romana

Cosenza fiorente colonia
Cosenza fiorente colonia
Ci riuscirono i Romani a sottomettere Cosenza ed arginare il potere dei Bruzi: sotto l'impero augusteo la città crebbe notevolmente da un punto di vista economico diventando parte di quella macro-regione che comprendeva il Salento, la Lucania e il Bruttium.Tra Bizantini e Longobardi

Alterne sfortune
Alterne sfortune
Dopo il saccheggio da parte degli Ostrogoti avvenuto nel 542 Cosenza divenne importante presidio Bizantino: l'eccessivo fiscalismo e la pessima amministazione crearono le premesse per un periodo di confusione e scarsa prosperità; la calata dei Longobardi ed il conflitto di questi con i già dominanti Ostrogoti furono causa di un periodo oltremodo turbolento il cui culmine fu caratterizzato dal saccheggio della città da parte dei Saraceni che ne causarono nientemeno che lo spopolamento.Il periodo Normanno-Svevo

Finalmente pace e prosperità
Finalmente pace e prosperità
Con la dominazione dei Normanni, iniziata nel 1044, finalmente Cosenza conobbe un periodo di pace e prosperità. Il giovane imperatore Federico II, amante e sostenitore del sapere in ogni sua forma, dispose la ricostruzione del castello e fece di Cosenza la sua sede preferita dopo Palermo e Napoli.Il periodo angioino

Buio e brigantaggio
Buio e brigantaggio
Sotto il dominio degli angioini e degli aragonesi si aggravarono le condizioni economiche della città, che risultò attanagliata da un fiscalismo insensato; questo provocò miseria, rivolte ed incentivò il fenomeno del brigantaggio dando vita ad un periodo buio e luttuoso.Il Rinascimento

Cosenza nel suo secolo d'oro
Cosenza nel suo secolo d'oro
E' con il Rinascimento che Cosenza conobbe il suo massimo splendore: grandi personaggi le portarono lustro e celebrità, dal filosofo Bernardino Telesio all'umanista Aulo Giano Parrasio fondatore dell'Accademia Cosentina. Non a caso, la città acquistò in questo periodo la nomea di “Atene della Calabria”. Nel 1535 la città ospitò l'imperatore Carlo V riservandogli una spettacolare accoglienza passata alla storia. Si tratta però di un periodo anche funestato da tristi avvenimenti, come la peste del 1576.Dal dominio austriaco ai Borbone

Due secoli turbolenti
Due secoli turbolenti
Dopo duecento anni di dominio spagnolo seguì nel 1707 quello degli austriaci e, dopo la guerra di successione polacca, il regno di Napoli fu conferito a Carlo III di Borbone che regnò fino all'Unità d'Italia. Questo periodo fu caratterizzato da contrasti sociali e dalla formazione di sette massoniche e giacobine. Nel 1799 molti cosentini parteciparono alle lotte per la Repubblica Partenopea.Moti e Risorgimento

Cosenza protagonista degli eventi
Cosenza protagonista degli eventi
Nel periodo precedente l'Unità d'Italia la città visse ed animò in prima persona i moti carbonari. Dei movimenti liberali e patriottici, il più noto è quello del 15 marzo 1844 che si concluse con uno scontro a fuoco tra i soldati borbonici e 21 patrioti poi condannati a morte. Da questa rivolta presero spunto i veneziani Fratelli Bandiera che vennero in soccorso ai fratelli calabresi, subendo la fucilazione presso il Vallone di Rovito. In generale Cosenza partecipò a molte vicende del Risorgimento, dalle guerre di Indipendenza all’impresa dei Mille.Il XX secolo
